Videogiochi: effetti positivi e negativi sui bambini

Dipendenza da videogiochi

Videogiochi: effetti positivi e negativi sui bambini

Se sei un genitore nell’era tecnologica, sicuramente avrai un bambino che ha giocato, sta giocando, o giocherà con i videogiochi. Secondo alcune stime, i giocatori di videogames nel mondo arriveranno, nei prossimi anni, ad una popolazione di 2,3 miliardi di persone e il mercato dei videogames ha chiuso l’anno 2018 con un fatturato di 137,9 miliardi di dollari. I protagonisti di questa forma di divertimento sono senz’altro i bambini e i ragazzi. Una rilevazione fatta nel 2011 negli Stati Uniti rivela che i videogiochi sono usati dal 91% di individui compresi nella fascia di età fra i 2 e i 17 anni. Si pensi che il gioco Fortnite, un gioco di guerra, dove si spara per uccidere tutti gli altri, è diventato un fenomeno tra i ragazzi sotto i 18 anni. L’anno scorso contava 165 milioni di giocatori e fatturava 318 milioni di dollari al mese.

L’organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente indagato il fenomeno dei videogiochi e ha ipotizzato l’esistenza di una vera e propria dipendenza, chiamata “gaming disorder”, basata sul meccanismo della ricompensa. La malattia si manifesta con disturbi alimentari e del sonno, isolamento dalla vita familiare e sociale e nessun altro interesse che per il gioco.

Il videogioco è davvero molto avvincente. Una persona può giocare per ore, senza avere la percezione del tempo che passa. Una ricerca condotta dal Dr. C. Shawn Green dell’Università del Wisconsin ha riscontrato che i videogiochi possono cambiare il cervello. Giocare con i videogiochi cambia la struttura fisica del cervello, nello stesso modo nel quale si modifica con la lettura o suonando il piano. Secondo Marc Palaus, autore dello studio pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience, esiste un ampio consenso nella comunità scientifica secondo la quale i videogiochi, non solo modificano il rendimento del cervello, ma anche la sua struttura. Questo ha implicazioni sia positive che negative. Vediamo in dettaglio gli effetti dei videogiochi:

EFFETTI POSITIVI DEI VIDEOGIOCHI SUI BAMBINI:

01) Lavorare insieme come una squadra.
La maggior parte dei videogiochi si usano online o hanno una modalità multiplayer, che consente al bambino di giocare con i propri amici o con altri sconosciuti, su Internet. Questo aiuta ad acquisire le competenze necessarie per lavorare assieme ad altri e risolvere i problemi in gruppo. Il bambino impara ad ascoltare.
02) Migliorano il processo decisionale.
I videogiochi funzionano in tempo reale e solitamente hanno un ritmo veloce, che richiede al giocatore di prendere decisioni rapide in un tempo molto breve. Questo può aiutare a migliorare le capacità decisionali del bambino, che torneranno poi utili nella vita reale, quando da adulto magari dovrà prendere decisioni in pochi secondi e sotto pressione. Secondo i ricercatori dell’Università di Rochester, guidati da Daphne Bavelier, uno scienziato cognitivo, i videogiochi d’azione preparano il cervello a prendere decisioni rapide.

03) Mantenere la precisione nelle decisioni rapide.
Prendere decisioni rapide è inutile se sono sbagliate. I videogiochi aiutano il bambino a mantenere un buon livello di accuratezza nelle decisioni prese, imparando a calcolare rapidamente i dati a disposizione. Al mondo d’oggi, è importante muoversi rapidamente, senza però sacrificare la precisione.
04) Problem solving e logica.
Quando un bambino gioca ad un gioco come Angry Birds, allena il suo cervello a trovare rapidamente modi creativi per risolvere enigmi e altri problemi.
05) Coordinazione occhio-mano abilità motorie e spaziali.
Nei giochi di tiro si richiede che il giocatore tenga traccia della posizione del personaggio, dove si sta dirigendo, della sua velocità, della mira e se i colpi raggiungono il bersaglio. Tutti questi fattori devono essere presi in considerazione assieme e quindi, il giocatore deve coordinare l’interpretazione e la reazione del cervello con il movimento delle sue mani e della punta delle dita. Questo processo, per avere successo, richiede una grande coordinazione occhio-mano e capacità visuo-spaziali.
06) Pianificazione, gestione delle risorse e logistica.
Il giocatore impara a gestire risorse limitate e decide il miglior utilizzo delle stesse. Questa modalità, in realtà, si utilizza anche nella vita reale. L’American Planning Association, l’associazione di categoria dei pianificatori urbani ha affermato che il gioco SimCity ha ispirato molti dei suoi giocatori a intraprendere una carriera nell’urbanistica e nell’architettura.
07) Multitasking, gestione di più variabili e obiettivi, consapevolezza situazionale.
Nei giochi di strategia posso emergere delle sorprese inaspettate alle quali bisogna rispondere con estrema flessibilità. Questo costringe il giocatore a prendere coscienza dei cambiamenti improvvisi della situazione di gioco, adattandosi di conseguenza e se necessario, cambiare rapidamente tattica.
08) Sviluppare abilità di lettura e matematica.
Il giocatore deve leggere le istruzioni, seguire la trama del gioco e ottenere informazioni dal testo del gioco. In molti giochi tra l’altro, per vincere, è necessario usare abilità matematiche al fine di effettuare analisi quantitative, come la gestione delle risorse.
09) Perseveranza.
Il giocatore, dopo i fallimenti iniziali, per poter avanzare nel gioco, deve continuare a provare e a riprovare, fino a quando non riesce a raggiungere il livello successivo.
10) Mappatura.
Il giocatore usa le mappe di gioco e costruisce mappe nella propria testa per navigare nei mondi virtuali.
11) Assumere dei rischi.
Per vincere nei videogames bisogna assumere anche dei rischi. La maggior parte dei giochi infatti non premia i giocatori che non rischiano.
12) Apprendere divertendosi
I videogiochi possono rendere l’apprendimento divertente. Il bambino è attratto dai giochi a causa dei colori, dell’animazione, della sfida  e dei premi per la vittoria. Il modo migliore per imparare è con il divertimento. Divertendosi il bambino è motivato a continuare a praticare, che è l’unico modo per imparare le abilità. I videogiochi sono in grado di rendere divertente anche la matematica.
13) Aumenta l’autostima
I videogiochi aumentano la fiducia in se stessi e, mano a mano che si migliora nel gioco, aumenta anche la propria autostima. In molti giochi, i livelli di difficoltà sono regolabili. Il bambino inizia a giocare ad un livello facile e attraverso la pratica, acquisendo fiducia e nuove abilità, riesce ad affrontare prove sempre più difficili, rischiando anche di più. Alla fine nel gioco il rischio del fallimento è molto relativo, perché si può sempre ricominciare da capo.

EFFETTI NEGATIVI DEI VIDEOGIOCHI SUI BAMBINI:

1) Problemi di salute
I bambini che trascorrono molto tempo a giocare con i videogiochi possono incorrere in problemi di salute tra cui l’obesità, convulsioni video-indotte, disturbi posturali, mal di schiena, problemi muscolari, problemi scheletrici (tendiniti, compressione nervosa, sindrome del tunnel carpale) e infine anche problemi di vista.  Restare seduti per parecchie ore, senza praticare attività fisica può senz’altro aumentare il rischio di aumentare di peso. L’obesità può aumentare il rischio di sviluppare altri disturbi a lungo termine, come alti livelli di colesterolo, diabete, ipertensione e così via.
Giocare ai videogiochi per lunghe ore di seguito può anche ostacolare il sonno, portando allo sviluppo di insonnia e di conseguenza abbassare le difese immunitarie. Secondo una ricerca  condotta dal Consiglio per la scienza e la salute pubblica dal Dr. Mohamed K. Khan, rimanere molte ore davanti al videogioco può comportare il rischio di attacchi fotosensibili, una forma di epilessia innescata da luci lampeggianti e oggetti in rapido movimento.
2) Problemi scolastici.
I risultati scolastici sono sicuramente in correlazione con il tempo trascorso a giocare ai videogiochi. Alcuni studi (Anderson & Dill, 2000; Gentile, Lynch & Walsh, 2004), hanno dimostrato che più tempo un bambino trascorre davanti ai videogiochi, più scarsa è la sua prestazione scolastica. Molti studenti, che saltano i compiti per giocare ai videogiochi, hanno attribuito i loro scarsi risultati scolastici proprio a questa abitudine. Uno studio della Minnesota School sulla psicologia professionale della Argosy University ha scoperto che i bambini e gli adolescenti dipendenti dai videogiochi, hanno contrasti più frequenti con i loro insegnanti, con i loro amici e ottengono voti più bassi a scuola.
3)  Comportamenti violenti.
Molti videogiochi sul mercato sono orientati al pubblico maturo, ma vengono tranquillamente usati da ragazzi e bambini. Questi videogiochi contengono violenza eccessiva, sessualità esplicita, parolacce, espressioni di razzismo e molti altri aspetti, che difficilmente vengono elaborati nel modo corretto dai bambini. Secondo uno studio di Anderson e Bushman del 2001, i bambini che giocano a videogiochi violenti hanno maggiori probabilità di sviluppare pensieri, sentimenti e comportamenti aggressivi. Secondo Dmitri A. Christakis del Seattle Children’s Research Institute, coloro che guardano molte simulazioni di violenza, possono assumere comportamenti violenti e sviluppare una certa insensibilità emotiva, associata ad una minore empatia nei confronti degli altri. Ad esempio Eric Harris e Dylan Klebold, i ragazzi che nel 1999, negli Stati Uniti d’America, alla Columbine High School, uccisero 12 studenti ed un insegnante, sembra che fossero molto appassionati di  videogiochi violenti.  Alcuni esperti ritengono inoltre che l’effetto della violenza dei videogiochi sui bambini sia aggravato dalla natura interattiva dei giochi. In molti giochi i bambini vengono premiati per essere più violenti. Gli atti di violenza sono ripetuti più volte ed il bambino ha il controllo diretto della violenza, è il protagonista della violenza, quindi ruba, spara, pugnala, uccide e massacra. Questa partecipazione attiva, ripetizione e ricompensa sono strumenti efficaci per il processo di apprendimento. Nel 2018, un’analisi di 24 studi che hanno coinvolto 17.000 giovani provenienti da paesi tra cui Stati Uniti, Canada, Germania e Giappone e pubblicati negli Atti della National Academy of Sciences, hanno riscontrato una correlazione tra l’utilizzo di alcuni videogiochi violenti e comportamenti aggressivi. Bisogna, per altro rilevare che un altro studio elaborato da Henry Jenkins del Massachusetts Institute of Technology ha riscontrato invece una diminuzione del tasso di criminalità giovanile coincidente con la popolarità di giochi come Death Race, Mortal Kombat, Doom e Grand Theft auto. Secondo lo studio i giocatori adolescenti sono in grado di abbandonare gli effetti emotivi del gioco, quando il gioco è finito.