Abuso del cellulare da parte dei bambini

Abuso del cellulare da parte dei bambini, emergenza. La Carta di Padova lancia l'allarme.

La Carta di Padova è un documento redatto dal Dipartimento Salute della Donna e del Bambino dell’Università di Padova, coordinato dal professor Eugenio Baraldi. Questa sorta di vademecum promuove stili di vita sani, specialmente nei bambini, utili a prevenire tante malattie croniche non trasmissibili, come quelle cardiovascolari o respiratorie, tumori, obesità, diabete, salute mentale che causano ogni anno il 70% delle morti premature. Il documento intitolato la “Salute dei Giovani e Stili di Vita: la Carta di Padova”, condiviso con la Società Italiana di Pediatria e rivolto a genitori, medici, pediatri, educatori, insegnanti, è stato pubblicato recentemente sulla rivista Frontiers in Pediatrics. Tale documento basato unicamente su documentazione scientifica, riporta le informazioni attualmente disponibili sul ruolo degli stili di vita nei bambini e negli adolescenti e i consigli per stimolare corrette abitudini in età precoce. Una dei problemi che attualmente riguarda i bambini e gli adolescenti riguarda lo Screen-Time, inteso come il tempo trascorso davanti a uno schermo (es. TV, smartphones, tablets, internet, social network e videogames). Telefoni cellulari, televisione e tablet sono ormai diventati dei babysitter insostituibili: capaci di tenere bambini e adolescenti inchiodati anche per ore, mentre i genitori mangiano in pace o fanno la spesa, senza dover subire strilli e capricci.
Premesso che un moderato screen-time può essere positivo per il benessere dei giovani, favorendo connessioni sociali e le capacità di apprendimento, tuttavia, vi è un abuso dell’uso dei congegni elettronici che spesso porta a una dipendenza dal cellulare, creando una generazione di “iper-connessi”. Il 60% dei bambini ha il primo cellulare tra i 10 e gli 11 anni e inizia la “vita in rete” tra gli 11 e i 12 anni. Uno studio francese del 2018 riporta che l’80% dei bambini al di di sotto dei 2 anni utilizza congegni elettronici. Altri studi hanno dimostrato lo sviluppo di una vera e propria dipendenza anche nei bimbi di pochi mesi messi di fronte agli schermi di smartphone e tablet. Questo crea conseguenze anche gravi come il mancato sviluppo delle connessioni neuronali e quindi del cervello. Alcuni genitori incoraggiano l’uso dei dispositivi elettronici al di sotto dei 2-3 anni, perché sono convinti che diano stimoli positivi allo sviluppo del bambino. Possiamo sfatare questa falsa credenza associata all’idea di alcuni genitori che il bambino sia particolarmente abile perché già dai primi anni di età riesce a “smanettare” con il telefonino. Evidenze scientifiche, rivela il professor Eugenio Baraldi, dimostrano invece che, l’uso precoce dei congegni elettronici, può portare a problemi di linguaggio e neuro sviluppo. L’eccessivo screen-time favorisce la sedentarietà, l’isolamento, il sovrappeso e si associa a problematiche depressive nei giovani.
La Carta di Padova e le principali società scientifiche pediatriche internazionali hanno dato delle indicazioni ben precise sullo screen-time e l’utilizzo dei congegni elettronici. Tra i consigli: evitare la TV durante i pasti e un ora prima di andare a letto; evitare la TV e i videogiochi nella stanza dei propri figli; evitare video per intrattenere i propri figli (YouTube Kids); spegnere il cellulare durante la notte. Esistono anche delle raccomandazioni per età, ad esempio, sotto i due anni occorre evitare l’esposizione agli schermi/apparecchi elettronici (eccetto video chat per parlare con i familiari distanti); tra i 2 e i 5 anni, uno screen-time di massimo un ora al giorno, preferibilmente in presenza di un familiare adulto; dopo i 5 anni di età uno screen-time massimo di 2 ore al giorno.

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